È TUTTA UNA QUESTIONE DI ‘TERPENI’?

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È DAVVERO TUTTA UNA QUESTIONE DI “TERPENI”?

Da anni i terpeni sono uno dei termini più in voga nel mondo della cannabis. Coltivatori, rivenditori e consumatori consultano spesso i valori dei terpeni riportati dalle analisi di laboratorio per prevedere sapore, aroma ed effetto.

Ma i terpeni sono solo una parte del quadro. L’aroma della cannabis è molto più complesso di una semplice percentuale di terpeni. Un fiore con una quantità totale di terpeni più bassa può avere un odore più intenso di uno con valori più elevati, e due fiori con profili terpenici simili possono avere odori completamente diversi.

Terpeni e aroma

I terpeni possono influenzare l’odore e l’esperienza di un fiore di cannabis, ma la loro importanza viene spesso sopravvalutata. I risultati di laboratorio non sempre corrispondono a ciò che il naso percepisce realmente.

Un fiore con un’elevata concentrazione di limonene non profuma automaticamente di agrumi. Una varietà dall’aroma prevalentemente agrumato potrebbe non avere un profilo terpenico che spieghi chiaramente quell’odore. Questo perché la cannabis contiene molti composti aromatici volatili oltre ai terpeni.

La realtà dei fatti

I valori dei terpeni, da soli, non raccontano tutta la storia. L’aroma della cannabis deriva da una miscela di composti molto più ampia, molti dei quali non sono inclusi nelle analisi terpeniche standard.

I terpeni non sono responsabili dell’odore “skunk”

L’aroma skunk associato alla cannabis non è causato dai terpeni. Quell’odore pungente di skunk deriva da composti a base di zolfo, tra cui il 3-metil-2-buten-1-tiolo.

Questo è uno dei motivi principali per cui i rapporti sui terpeni spesso non riescono a spiegare quale sia realmente l’odore di un fiore. Alcuni degli aromi più riconoscibili della cannabis sono determinati da composti che non rientrano nel pannello terpenico standard.

I terpeni non creano gli aromi “gas” o “diesel”

Anche le note di gas, carburante e diesel non sono semplicemente espressioni dei terpeni. Questi aromi sono legati più strettamente ai composti solforati e ad altri composti volatili che ai terpeni comunemente riportati dalla maggior parte dei laboratori.

Ecco perché una varietà può avere un odore di gas estremamente intenso anche quando il suo profilo terpenico non indica chiaramente da dove provenga quell’aroma.

I terpeni non determinano interamente gli effetti

Il mircene è uno dei terpeni più comuni nella cannabis ed è spesso associato ad aromi terrosi ed effetti sedativi. Tuttavia, non tutte le varietà a predominanza di mircene producono nei consumatori una sensazione sedativa.

Alcune varietà stimolanti possono contenere più mircene di varietà considerate rilassanti. Questo dimostra che la predominanza di un terpene, da sola, non basta a prevedere con precisione le sensazioni che un fiore produrrà.

Gli effetti sono influenzati da una combinazione di cannabinoidi, composti minori, chimica aromatica, dose, chimica corporea individuale e preferenze personali.

Composti organici volatili e cannabis

La cannabis contiene un’enorme varietà di composti organici volatili. Analizzare tutti questi composti è costoso e, anche quando una sostanza compare in un grafico di laboratorio, ciò non spiega automaticamente quale sarà l’odore del fiore o come verrà percepito dalle persone.

Ogni persona percepisce gli aromi in modo diverso. Qualcuno può descrivere un fiore come fruttato, qualcun altro come floreale e un’altra persona ancora come chimico o funky. Anche quando le persone concordano su una direzione generale, i dettagli possono variare notevolmente.

Un altro fattore importante è l’intensità. Alcuni composti sono potenti anche a livelli molto bassi, mentre altri devono essere presenti in quantità maggiori per emergere. Una quantità minima di un composto aromatico può sovrastare quantità maggiori di altri composti.

Aldeidi

Le aldeidi sono un gruppo di composti che può svolgere un ruolo importante nell’aroma della cannabis. Alcune ricerche suggeriscono che le aldeidi possano contribuire a determinati aromi della cannabis tanto quanto, o persino più, dei soli terpeni.

Benzaldeide

Spesso associata a note aromatiche simili alla mandorla e comunemente presente nella chimica degli aromi e delle fragranze.

Esanale

Noto per gli aromi verdi, erbacei e di erba appena tagliata, ed è comunemente associato alla chimica olfattiva delle piante.

Decanale

Può apportare note aromatiche cerose, grasse, agrumate, di scorza d’arancia e verdi.

Ottanale

Spesso descritto come fruttato o agrumato e utilizzato nelle applicazioni di profumeria e aromatizzazione.

Pentanale

Può presentare qualità aromatiche fermentate, di pane, fruttate, di frutta secca o simili ai frutti di bosco.

Antranilato di metile

Noto per le note fruttate simili all’uva e utilizzato nelle applicazioni di aromatizzazione e creazione di aromi.

Il naso lo sa

In fin dei conti, i tuoi sensi contano più di una percentuale di terpeni riportata su un rapporto di laboratorio. Proprio come valori elevati di THC non significano automaticamente che un fiore sia migliore, valori elevati di terpeni non garantiscono automaticamente un aroma o un’esperienza migliori.

Usa i rapporti di laboratorio come uno strumento, ma fidati del fiore stesso. Aroma, sapore ed effetto sono più complessi di un singolo numero — e il tuo naso di solito sa cosa ti piace.