SEMI TRIPLOIDI COMUNI IN AGRICOLTURA
SEMI TRIPLOIDI COMUNI IN AGRICOLTURA
Con il lancio dei nostri primi triploidi di cannabis, i coltivatori ci chiedono spesso: che cosa sono? I semi triploidi, che possiedono tre serie di cromosomi invece delle consuete due, sono ampiamente utilizzati nell’agricoltura moderna per aumentare la produzione delle colture. Questi semi sono particolarmente preziosi nello sviluppo di colture che presentano caratteristiche desiderabili come sterilità, resistenza alle malattie e maggiore resa.
La creazione e l’impiego delle piante triploidi hanno avuto un ruolo fondamentale nel plasmare il modo in cui vengono coltivate determinate colture, e la cannabis non fa eccezione. Esaminiamo altre colture che utilizzano questa tecnologia per comprenderne meglio il potenziale nella cannabis.
Prima di esaminare le colture specifiche che utilizzano semi triploidi, è importante capire che cosa sia la triploidia. La triploidia si verifica quando una pianta possiede tre serie di cromosomi (3n) invece delle normali due (2n), come avviene nella maggior parte degli organismi.
Questa condizione può insorgere naturalmente oppure essere indotta artificialmente mediante tecniche come l’applicazione di un composto che interferisce con la divisione cellulare. Nelle piante, la triploidia determina spesso sterilità a causa di irregolarità durante la meiosi, il processo attraverso il quale si formano le cellule riproduttive.
Questa sterilità può essere vantaggiosa per determinate colture, in particolare quelle coltivate per i loro frutti e, nel caso della cannabis, per i loro fiori.
Una delle applicazioni più note dei semi triploidi è la produzione di frutti senza semi. Molti frutti popolari vengono prodotti utilizzando cultivar triploidi, offrendo ai consumatori un’esperienza di consumo più piacevole e priva di semi.
Uno degli impieghi più importanti dei semi triploidi è la produzione di angurie senza semi. Le angurie sono generalmente diploidi (2n), ma incrociando piante di anguria diploidi con piante di anguria tetraploidi (4n) si ottiene una progenie triploide (3n).
Queste angurie triploidi non producono semi vitali e sono quindi più pratiche da consumare. La natura triploide di queste piante impedisce il normale sviluppo dei semi, dando origine a un frutto dalla consistenza uniforme e privo di semi, preferito dai consumatori.
Un’altra coltura comune che utilizza semi triploidi è l’uva, in particolare le varietà vendute come prive di semi. L’uva triploide viene generalmente prodotta mediante incrocio tra piante parentali diploidi e tetraploidi.
L’uva triploide risultante è sterile e non produce semi. Questa sterilità consente di ottenere un frutto desiderabile senza l’inconveniente dei semi, rendendolo più commerciabile e apprezzato dai consumatori.
Le banane senza semi, come quelle comunemente disponibili nei supermercati, sono generalmente triploidi. La banana Cavendish, una varietà molto diffusa, è un triploide sterile con tre serie di cromosomi invece delle consuete due.
Questa sterilità rende le banane più facili da consumare e lavorare, poiché il frutto non sviluppa semi. La loro natura triploide favorisce inoltre l’uniformità delle dimensioni e della qualità dei frutti.
Sebbene i frutti senza semi siano l’impiego più noto dei semi triploidi, anche altre colture traggono beneficio dalla triploidia, che può migliorare la resa e la produttività.
Alcune varietà di fragole sono triploidi e questo conferisce loro diversi vantaggi rispetto alle corrispondenti varietà diploidi. Le fragole triploidi tendono a essere più grandi, più robuste e più resistenti alle malattie.
Queste piante possono produrre rese più elevate grazie alla serie aggiuntiva di cromosomi, che può determinare un aumento delle dimensioni cellulari e della produzione di frutti. Le fragole triploidi possono inoltre essere più resistenti agli stress ambientali e ai parassiti.
Nello sviluppo di determinate colture ibride sono state create varietà triploidi di peperoni e pomodori. Queste piante triploidi mostrano spesso una maggiore resistenza alle malattie e agli stress ambientali, oltre a rese più elevate.
Inoltre, queste piante tendono a produrre frutti con una buccia più spessa, che può aiutarli a mantenersi freschi più a lungo durante il trasporto o la conservazione.
Noto per le rese elevate, il luppolo triploide produce anche aromi più complessi rispetto alle piante diploidi. Molte varietà di luppolo triploide vengono inoltre selezionate per un contenuto più elevato di alfa-acidi, essenziale per conferire amarezza alla birra.
Ciò le rende più efficienti per l’amaricatura, consentendo ai birrai di utilizzare meno luppolo pur raggiungendo il livello di amaro desiderato. Questo può anche portare a risultati di birrificazione più costanti.
Oltre che nelle colture alimentari, i semi triploidi trovano applicazione anche nella produzione di piante ornamentali. La condizione triploide può dare origine a fiori e piante ornamentali più grandi, visivamente più attraenti e più resistenti rispetto alle corrispondenti diploidi.
Alcuni fiori ornamentali, come determinate varietà di tulipani e gigli, sono triploidi. Questi fiori tendono a essere più grandi e ad avere colori più vivaci rispetto ai loro parenti diploidi, risultando più attraenti nei giardini e nelle composizioni floreali.
La triploidia svolge un ruolo anche nel miglioramento delle graminacee e dei tappeti erbosi destinati alla paesaggistica e all’agricoltura. Alcune varietà di erba utilizzate per la produzione di tappeti erbosi sono triploidi e contribuiscono a creare prati più densi e resistenti, maggiormente capaci di sopportare il calpestio e gli stress ambientali.
Queste graminacee triploidi mostrano generalmente maggiore vigore, un insediamento più rapido e una migliore tolleranza all’usura.
L’impiego di semi triploidi offre diversi vantaggi significativi in agricoltura. Uno dei principali è la sterilità, una caratteristica desiderabile nelle colture da frutto senza semi e in determinate varietà ibride.
Questa sterilità contribuisce a ridurre la necessità di pratiche ad alta intensità di lavoro, come il diradamento o la rimozione dei semi indesiderati, e rende inoltre i frutti più piacevoli per i consumatori.
Inoltre, le colture triploidi presentano spesso dimensioni e rese maggiori, un aspetto particolarmente importante nell’agricoltura commerciale, dove massimizzare la produzione è un obiettivo fondamentale.
Un altro vantaggio della triploidia è la resistenza alle malattie. Molte colture triploidi sono più resistenti a determinate malattie e parassiti grazie alla variabilità genetica introdotta dalla serie aggiuntiva di cromosomi. Questa maggiore diversità genetica può rendere le piante triploidi più adattabili ai cambiamenti delle condizioni ambientali e meno vulnerabili a specifici patogeni.
Come accennato a proposito del luppolo, i triploidi possono produrre aromi e profili terpenici più intensi e complessi. Ciò consente ai birrai di utilizzare meno materiale per ottenere i sapori e gli aromi desiderati.
Dalle angurie e banane senza semi alle fragole migliorate e ai fiori ornamentali, le colture triploidi offrono notevoli vantaggi agricoli. La cannabis non fa eccezione.
Con il continuo progresso della ricerca sulla genetica vegetale, è probabile che l’impiego dei semi triploidi si espanda ulteriormente, offrendo ancora più innovazioni nella produzione e nella qualità delle colture.
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