MALATTIE COMUNI DELLA CANNABIS
Malattie comuni della cannabis
Avviare le piante di cannabis da seme è il modo più semplice per ottenere una partenza pulita e priva di parassiti. Tuttavia, durante l’intera stagione di coltivazione, sia indoor che outdoor, numerosi parassiti e agenti patogeni possono devastare la coltura.
Per un coltivatore o un agricoltore è importante conoscere alcuni dei problemi più comuni ancora prima di mettere le piante a dimora, oltre ai modi per contrastarli. Sulla base di dieci anni di lavoro con agricoltori di tutto il mondo, ecco la nostra guida alle malattie più comuni della cannabis.
Il BCTV è diventato una malattia importante che colpisce soprattutto i coltivatori outdoor su larga scala. La malattia viene trasmessa da cicaline della barbabietola infette che si nutrono delle piante. Dopo l’infezione, le piante mostrano una crescita anomala e stentata, accompagnata da significative perdite di resa. La gravità dei sintomi dipende dal momento in cui la pianta viene infettata. La malattia è diffusa nelle zone aride e semi-aride degli Stati Uniti occidentali, del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente. Creare una zona cuscinetto attorno ai campi per tenere lontane le cicaline è una delle poche misure preventive conosciute.
Le muffe grigie e brune causate dalla Botrytis sono tra gli agenti patogeni più comuni che infettano le piante di cannabis e possono provocare perdite significative. Il fungo colpisce le colture in ambienti umidi e caldi ed è particolarmente dannoso a temperature comprese tra 65-75°F (18-24°C). Si diffonde attraverso spore comunemente presenti nell’aria. Esistono due principali specie di Botrytis, osservate più spesso sulle infiorescenze in maturazione. Le infiorescenze dense e i tessuti vegetali danneggiati sono punti ideali per l’infezione, soprattutto in presenza di umidità elevata o di acqua in eccesso sulle piante. L’agente patogeno colpisce sia le coltivazioni indoor sia quelle outdoor, quindi è essenziale scegliere le genetiche adatte alle proprie condizioni. Alcuni prodotti biologici possono contribuire alla prevenzione, ma una volta che le infiorescenze sono infestate il controllo diventa difficile.
L’HLVd ha scosso profondamente l’industria della cannabis negli ultimi anni, spingendo i coltivatori a cercare genetiche sane. Questo viroide molto diffuso è noto per causare significative riduzioni della resa ed è impossibile da «curare». L’infezione può diffondersi molto facilmente da una pianta all’altra attraverso strumenti contaminati e insetti, causando una crescita stentata. Nel corso delle generazioni di propagazione, le piante infette presentano spesso cariche del viroide più elevate e sintomi più gravi, mentre alcune rimangono asintomatiche. Sono necessarie analisi frequenti per garantire piante prive del viroide; il miglior metodo di controllo consiste nell’eliminare le piante infette prima che entrino negli spazi di coltivazione. Non è ancora del tutto noto se la malattia possa diffondersi attraverso i semi di cannabis.
Facilmente riconoscibile dalla crescita bianca e polverosa su foglie e infiorescenze, l’oidio è un agente patogeno estremamente comune della cannabis, causato da diverse specie di funghi. I coltivatori indoor e outdoor lo individuano generalmente durante la fioritura, quando negli ambienti di coltivazione si verificano le maggiori oscillazioni di temperatura e umidità. Si diffonde tramite spore fungine comunemente presenti nell’aria, che richiedono un’elevata umidità per colonizzare le piante, e prospera nelle zone calde con scarsa circolazione e ricambio d’aria. Anche la genetica svolge un ruolo importante: alcune varietà sono molto più suscettibili, mentre altre sono resistenti. La prevenzione offre i risultati migliori, poiché l’oidio è difficile da controllare una volta insediato. Molti coltivatori preferiscono utilizzare zolfo o prodotti biologici prima della comparsa di un’infestazione.
Le specie di Pythium e Phytophthora possono infettare le radici delle piante di cannabis e provocare marciume radicale. Dopo l’infezione, intere piante o singole parti iniziano ad appassire o a mostrare segni di carenza nutritiva. La vera origine del problema è generalmente un’irrigazione eccessiva o un terreno con scarso drenaggio. Le estremità delle radici appaiono marroni o rosse anziché di un bianco sano, e alcune infezioni possono causare anche il marciume del colletto del fusto. Anche dopo l’adozione di misure correttive, le piante raramente tornano in condizioni normali. Questi organismi sono importanti agenti patogeni anche per piantine e cloni, poiché possono causare la moria delle piantine, o «damping off». La principale misura preventiva consiste nell’evitare di annaffiare eccessivamente piante e semi. Attualmente non esistono prodotti autorizzati per il trattamento di questi agenti patogeni sulla cannabis.
La maculatura fogliare da Septoria si manifesta sulle piante di cannabis in zone caratterizzate da temperature elevate e umidità. Questa malattia fungina si diffonde tramite spore che necessitano di acqua per essere trasportate, attraverso schizzi d’acqua o pioggia spinta dal vento. In genere colonizza inizialmente l’interno delle piante, nelle aree con scarsa circolazione dell’aria, per poi propagarsi verso l’esterno. Un’ampia distanza tra le piante e una potatura mirata possono contribuire a prevenire la colonizzazione.
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